Come andare in bici in città: la guida pratica per ogni giorno
Guide pratiche per chi usa la bicicletta negli spostamenti quotidiani: percorsi e regole, manutenzione, furti, pioggia e freddo.
Chi si chiede come andare in bici per gli spostamenti di tutti i giorni scopre presto che il problema non è la gamba: è l'ordine delle prime decisioni. Quale bici usare, quale strada prendere, dove lasciarla legata, cosa fare la prima volta che piove sul serio. Queste pagine mettono quelle decisioni in fila, partendo dal caso più comune in Italia, cioè andare in bici in città su distanze fra i due e i sette chilometri.
Non c'è nessun corso da fare e nessuna attrezzatura da comprare prima di cominciare. C'è invece una serie di piccoli ostacoli concreti, quasi sempre gli stessi, che fanno abbandonare le persone nella terza settimana: la sella troppo bassa, il lucchetto sbagliato, il percorso scelto sulla mappa dell'automobile, la giacca che non serve a niente sotto la pioggia.
Come funziona questa guida
Chi cerca una risposta rapida a come andare in bici senza riorganizzare la propria vita trova nelle prime due pagine quasi tutto il necessario. Il resto serve quando arriva il primo problema concreto.
Ogni pagina risponde a una domanda sola e rimanda alle altre quando serve. Chi parte da zero comincia da inizia a pedalare e poi legge le regole dei percorsi ciclabili. Chi ha già la bici in cantina passa direttamente alla manutenzione e a come scegliere la bici giusta per il tipo di tragitto.
Questa guida non contiene classifiche di prodotti e non consiglia marche. Si limita a spiegare cosa cambia davvero fra due soluzioni: fra un lucchetto pieghevole e una catena, fra una bici con il cambio interno e una con il deragliatore, fra prendere il treno con la bici intera o con una pieghevole.
Andare in bici in città senza attrezzatura speciale
Per andare in bici in città bastano una bici che frena, due luci e un lucchetto serio. Il resto è preferenza personale. L'abbigliamento tecnico non serve sotto i sette o otto chilometri, se si pedala alla velocità a cui si riesce a parlare: chi arriva sudato in ufficio quasi sempre sta andando più forte del necessario, non ha la bici sbagliata.
Il codice della strada chiede però due cose non negoziabili, elencate all'articolo 68: il campanello e, dal tramonto, le luci con il catadiottro rosso posteriore. Sono anche le due cose che rendono visibile chi pedala all'ora in cui gli incidenti urbani si concentrano, cioè il rientro serale d'inverno.
La regolazione della sella conta più di qualunque acquisto: con il tallone sul pedale in basso la gamba deve restare quasi diritta. Una sella bassa di tre centimetri trasforma quattro chilometri in pianura in una fatica inutile, e fa male alle ginocchia.
Andare in bici ogni giorno: distanze, tempi e abitudini
In città la velocità media di chi pedala per spostarsi, semafori compresi, sta attorno ai quindici chilometri orari. Da qui si ricava tutto il resto: tre chilometri sono un quarto d'ora circa, cinque chilometri sono venti minuti, sette chilometri restano sotto la mezz'ora. Sono tempi che si possono confrontare con quelli reali dell'auto, contando anche la ricerca del parcheggio, o con quelli del mezzo pubblico contando l'attesa.
Chi decide di andare in bici ogni giorno scopre presto che il vincolo non è la distanza ma la ripetibilità: un tragitto faticoso si fa due volte, un tragitto noioso si fa per anni. Per questo il criterio con cui si sceglie la strada non è la lunghezza, ma quanti punti sgradevoli contiene.
Andare in bici ogni giorno funziona quando il tragitto è deciso una volta e non si ridiscute ogni mattina. Chi prova a improvvisare il percorso finisce sulle strade a scorrimento veloce, che sono le peggiori da pedalare e le più scoraggianti. Vale la pena perdere una sera a cercare la variante buona: due incroci in meno cambiano l'esperienza più di qualunque componente della bici.
L'altra abitudine che regge nel tempo è la manutenzione minima: gonfiare le gomme una volta al mese e oliare la catena quando comincia a farsi sentire. Una gomma sgonfia raddoppia lo sforzo e provoca la maggior parte delle forature.
Le regole che valgono per chi pedala
La circolazione delle biciclette sta all'articolo 182 del codice della strada. Le regole che vengono contestate più spesso sono anche le più semplici: si tengono le mani sul manubrio, si procede su una sola fila dove il traffico lo richiede, e le piste ciclabili si usano quando ci sono. Il casco, per gli adulti, non è imposto dalla legge italiana: resta una scelta, non un obbligo.
Molto più utile che imparare gli articoli a memoria è capire come funziona un attraversamento ciclabile e come si tiene la posizione in carreggiata quando la pista finisce all'improvviso, che è la situazione in cui succedono i problemi. La pagina sull'uso condiviso della strada parte proprio da lì.
Furti, pioggia e freddo: i tre motivi per cui si smette
Le tre cose che fermano davvero le persone non riguardano il pedalare. Sono il furto, la pioggia e il freddo. Per il primo, la regola è che il lucchetto va scelto in rapporto a quanto vale la bici e a quanto resta ferma: la pagina sui furti spiega come legare telaio e ruota a un punto fisso, che è dove si sbaglia più spesso.
Per la pioggia serve sapere che i primi minuti sono i più insidiosi, quando l'asfalto è bagnato ma non ancora lavato, e che le manopole dei freni vanno tirate prima e con più anticipo: la pagina su come pedalare sotto la pioggia entra nel dettaglio. Per il freddo contano solo le estremità: la pagina su freddo e caldo parte da mani, orecchie e collo, non dalla giacca.
Chi si sposta su distanze più lunghe può combinare la bici con il treno o con il mezzo pubblico: la pagina sull'intermodalità spiega quando conviene una pieghevole. E chi ha dislivelli o carichi da portare trova nella pagina sulle bici elettriche quello che cambia con l'assistenza al pedale.
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Mito o realtà
Mito
Per andare al lavoro in bici serve una bici da corsa
Per tragitti urbani sotto i sette chilometri una bici comoda e ben regolata è più efficace di una bici sportiva: si sale e si scende senza cambiarsi, si tengono i freni sotto controllo nel traffico e si può montare un portapacchi. La bici da corsa serve per andare lontano e veloce, che è un altro uso.
Mito
Il casco è obbligatorio anche per gli adulti
In Italia il codice della strada non impone il casco ai maggiorenni che pedalano. Resta una scelta personale, e chi fa percorsi con traffico veicolare veloce ha buoni motivi per usarlo, ma non esiste la sanzione che molti danno per certa.
Mito
In città la bici è sempre più lenta dell'automobile
Sotto i cinque chilometri la differenza porta a porta è quasi sempre minima, perché la bici non cerca parcheggio e non resta ferma agli incroci più a lungo di una fila di auto. Sopra i dieci chilometri l'automobile riprende vantaggio, salvo nelle ore di punta.
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Domande frequenti
Quanti chilometri si possono fare in bici per andare al lavoro?
La soglia che regge nel tempo, per chi non si allena, sta fra i cinque e i sette chilometri per tratta: sono venti o venticinque minuti a velocità tranquilla. Oltre quella distanza conviene valutare l'assistenza elettrica oppure combinare la bici con il treno.
Serve una bici costosa per cominciare?
No. Serve una bici che frena bene, con le gomme gonfie e la sella all'altezza giusta. Una bici usata revisionata in officina costa una frazione del nuovo e basta per anni di spostamenti urbani: la pagina su come scegliere la bici spiega cosa controllare.
Il casco è obbligatorio in Italia?
Per gli adulti no: il codice della strada non lo impone a chi pedala. È consigliato, in particolare sui percorsi condivisi con traffico veloce, ma non è previsto un obbligo generale né una sanzione.
Come si evita il furto della bici in città?
Legando telaio e ruota anteriore a un punto fisso davvero fisso, con un lucchetto proporzionato al valore della bici, in un luogo passato da altre persone. La pagina sui furti spiega gli errori più comuni, compreso il palo da cui si può sfilare tutto.
Cosa si fa quando piove?
Si frena molto prima, si evitano tombini e strisce bianche in curva e si copre solo quello che serve. La pagina su pioggia entra nel dettaglio di parafanghi, luci e frenata sul bagnato.